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01 Gennaio 1971

Bertinoro e l'Accoglienza In evidenza

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Il valore dell'accoglienza a Bertinoro
Ogni anno a settembre, precisamente durante la prima settimana del mese, mi reco a Bertinoro per vivere uno degli eventi più attesi non solo di questo piccolo borgo medioevale, ma di tutta l'Emilia Romagna.
L'evento da sempre è noto come "Festa dell'ospitalità", che si configura come la sagra più importante dell'anno, intorno alla quale si sviluppano altri appuntamenti che riguardano l'arte, la musica, le tradizioni, lo stare insieme in modo del tutto spontaneo in un clima di vera convivialità.
Le origini della festa dell'ospitalità affondano le proprie radici nel Medioevo, quando la gente del luogo manifestava la sua accoglienza nei confronti degli stranieri, pellegrini o viandanti, che di qui si trovavano a passare.
Un modo curioso quanto simpatico è sempre stato quello in cui è il caso a decidere a quale famiglia toccherà questo compito.
Il centro e il simbolo di tutta questa festa è la colonna dell'ospitalità, dove ci sono 12 anelli che servivano per legare i cavalli degli stessi stranieri e che rappresentano altrettante famiglie di Bertinoro tra le quale effettuare il "sorteggio". L'anello al quale sarebbe stato apposto il legaccio del cavallo, avrebbe decretato la famiglia ospitante. Ovviamente oggi questo è diventato il "rito dell'ospitalità" dove simbolicamente si lega un cavallo per mantenere viva questa tradizione, a cui gli abitanti di Bertinoro sono profondamente legati.
In un periodo in cui si parla tanto dell'accoglienza degli stranieri, questa festa ha assunto negli ultimi hanno un significato ancora più ampio che va al di la delle antiche vie e piazze di questo borgo, per mandare un messaggio universale di imitazione in questo intento verso chi viene da lontano.
 
La festa dell'ospitalità
La festa dell'ospitalità dura 4 giorni e devo dire che sono un susseguirsi di iniziative, a cominciare da quelle gastronomiche in piazza e per le strade, dove si possono gustare tutti i prodotti d'eccellenza dell'Emilia Romagna, tra cui il rinomato vino delle cantine locali.
Bertinoro vanta proprio il titolo di "città del vino" e nei giorni della festa si può degustare sia al boccale che acquistarlo direttamente in bottiglia.
Accanto al buon vino non mancano i cibi più noti dell'Emilia Romagna, dai tortellini alle preparazioni con l'aceto balsamico di Modena, fino al formaggio grana stagionato e al pesce che arriva direttamente dall'Adriatico.
Sono solo alcuni dei prodotti tipici da apprezzare in tutta la loro genuinità, in questa sagra che è anche una festa di sapori oltre confine.
Da qualche anno a questa parte con il gemellaggio di alcune cittadine tedesche, tra gli stand non mancano panini con wurstel e fiumi di birra, accompagnati anche dal gruppo bandistico che si mescola a quello di Bertinoro, con ragazzi adolescenti che suonano insieme in una delle serate di festa.
Una di queste sere il cibo e l'ospitalità sono stati celebrati in un connubio eccellente, con la tradizione "Grande cena dell'ospitalità", dove una lunga tavolata in piazza è diventata il simbolo stesso dell'evento, come ogni anno.
Mangiare insieme, accogliere ospitare sono caratteristiche tangibili che fanno parte della cultura di Bertinoro, che apre le porte della cittadina in un grande abbraccio di allegria.
Tra gli eventi a cui ho assistito non posso non citare il Fricò Royal, che si è snodato tra balli, mercatini gastronomici e musica di piazza fino alle prime ore del mattino.
Non pesava di certo fare le ore piccole tra i mille colori di questa sagra organizzata con la partecipazione attiva ed entusiasta di tutto il borgo.
Ogni anno la preparazione di questa festa ha un lungo prologo, dove ognuno si impegna a portare il suo contributo, dal piccolo al più anziano cittadino.
La festa dell'Ospitalità di Bertinoro è anche legata alla tradizione e per questo non mi sono perso la sfilata del corteo storico in abiti dell'epoca, con gli sbandieratori che hanno deliziato tutti con le loro evoluzioni.
A conclusione della sagra romagnola non potevano mancare i fuochi d'artificio dell'ultima sera tra i più sorprenderti, che hanno illuminato come ogni anno il cielo a giorno, in un tripudio di colori e stupore.
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